Il saggio intende riflettere sulla possibilità di una nuova teoria psicoanalitica del cinema - dopo quella classica francese, formulata da J.L.Baudry e da C. Metz - rispetto alla nascita del cinema digitale, della de-localizzazione degli schermi e della presenza di una serie di nuovi dispositivi della visi. I film non si vedono più o soltanto sul grande schermo della sale buia, ma in televisione, al computer, sul cellulare e sulla rete etc... Con l'implicazione delle più recenti riflessioni sulla sintomatologia del soggetto postmoderno da parte della psicoanalisi, è possibile individuare le nuove caratteristiche del rapporto di fruizione tra post- dispositivi e nuovi spettatori?
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Lucilla Albano (2013) studied this question.
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