Why the study?
Does the inclusion of a 12-lead resting ECG in pre-participation screening reduce the risk of sudden death in athletes?
Does the inclusion of a 12-lead resting ECG in pre-participation screening reduce the risk of sudden death in athletes?
Based on nearly 30 years of Italian experience, the inclusion of a 12-lead resting ECG in pre-participation screening is an effective public health strategy that substantially reduces the risk of sudden cardiac death in athletes.
La necessità dello screening pre-agonistico dell’atleta è riconosciuta dalle maggiori Associazioni Medico-Sportive e Cardiologiche internazionali. Tuttavia non esiste un consenso definitivo sulla strategia di screening da adottare per meglio identificare gli atleti a rischio di morte improvvisa. Il dibattito, tuttora aperto, è incentrato sull’utilità di includere nella valutazione cardiovascolare basale, oltre all’anamnesi familiare e personale e all’esame obiettivo, anche l’elettrocardiogramma a 12 derivazioni (ECG) a riposo. Dal 1982, è in vigore in Italia un programma di screening pre-agonistico essenzialmente basato sull’ECG. L’obiettivo di questo articolo è quello di esaminare se questo programma di screening, in corso da quasi 30 anni, possa essere considerato una strategia preventiva di salute pubblica di comprovata efficacia. I risultati italiani indicano che lo screening ECG ha un’adeguata sensibilità e specificità per l’identificazione di quegli atleti affetti da cardiomiopatie e/o canalopatie potenzialmente letali, la cui esclusione dall’attività sportiva agonistica si è tradotta nella riduzione sostanziale (di circa il 90%) della mortalità durante attività sportiva. L’attuazione del programma di screening ECG di massa è stato reso possibile in Italia grazie alla limitazione dei costi nel contesto di un sistema sanitario orientato socialmente ed impegnato a promuovere progetti di prevenzione della salute pubblica. In conclusione, sulla base delle attuali evidenze scientifiche, un protocollo di screening pre-agonistico dell’atleta non può che comprendere l’ECG, la cui efficacia nel ridurre il rischio cardiovascolare durante sport è stata inequivocabilmente convalidata dalla lunga esperienza italiana. L’articolo prenderà anche in esame le evidenze scientifiche a favore e contro l’impiego dello screening con test da sforzo per la prevenzione della morte improvvisa cardiaca nella popolazione di atleti “master” impegnati in programmi di attività sportiva non agonistica.
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Corrado et al. (2011) studied this question.
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