Cerebrospinal fluid from rabbits with chronic cryptococcal meningitis was tested for its chemotactic activity towards polymorphonuclear cells and monocytes. CSF chemotactic activity was present; it peaked 5–8 days after infection, coinciding with the time when the number of inflammatory cells in CSF was greatest. However, little chemotactic activity could be found in the early stages of infection, during the initial ingress of inflammatory cells. The chemotactic activity appeared to be host-derived, with characteristics consistent with lymphokine(s) or C5a. Treatment with cortisone significantly reduced the CSF chemotactic activity for both cell types; this reduction may contribute to the severe CSF leukopenia observed in cortisone-treated animals, which are unable to eradicate this yeast infection. Modulation of CSF chemotactic activity may be important to the success or failure of the host central nervous system response to Cryptococcus neoformans. Il liquido cerebrospinale (CSF) di conigli con meningite cronica criptococcica è stato saggiato per la sua attività chemiotattica nei confronti di granulociti polimorfonucleati e monociti. L'attività chemiotattica del CSF mostrava un picco a 5–8 giorni dall'infezione, in coincidenza con il picco della risposta infiammatoria cellulare, mentre era bassa nelle fasi precoci dell'infezione, cioè durante l'afflusso iniziale delle cellule infiammatorie. L'attività chemiotattica era propria dell'ospite ed aveva caratteristiche tali da poter essere attribuita ad una linfochina (e) o a C5a. Per entrambi i tipi di cellule infiammatorie, l'attività chemiotattica del CSF era significativamente più bassa negli animali trattati con cortisone. Questa riduzione può contribuire a spiegare la grave leucopenia del CSF osservata negli animali cortisonizzati che non sono in grado di debellare l'infezione. La modulazione dell'attività chemiotattica del CSF può essere un importante fattore nel successo o nell'insuccesso della risposta del Sistema Nervoso Centrale all'infezione da Cryptococcus neoformans.
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Perfect et al. (1985) studied this question.
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