Analisi eco-narratologica esplora esperienze più-che-umane in Amici alberi, suggerendo nuove comprensioni.
Questo contributo si propone di analizzare la sezione Amici alberi della raccolta Boscovivo di Gianna Manzini, un insieme di racconti brevi dedicati ciascuno a una specie arborea differente. Manzini viene qui identificata come esponente del modernismo italiano, in quanto condivide con questa corrente sia le tematiche che le modalità narrative. L’indagine si avvale di un quadro teorico composito, fondato sul neoformalismo di Caroline Levine, sull’econarratologia di Marco Caracciolo, e sul femminismo postumano di Rosi Braidotti. L’analisi si concentra sull’utilizzo delle forme analogiche impiegate per rappresentare le esperienze degli enti più-che-umani presenti nei testi, articolandosi lungo tre direttrici. La prima classifica tali forme, studiandone la direzionalità semantica tra contesti umani e più-che-umani, con il supporto di tabelle che sintetizzano le loro frequenze relative e assolute. La seconda esplora il concetto di “metaphorical paranarrative” di Gunther Martens e Benjamin Biebuyck—ovvero reti metaforiche che arricchiscono il racconto—tramite l’esaminazione di estratti dai testi del corpus. La terza propone un’analisi delle modalità attraverso cui Manzini impiega le forme analogiche per rappresentare, in termini accessibili e sensibili a chi legge, fenomeni caratteristici delle specie vegetali oggetto della narrazione.
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Santi Luca Famà-Berglund (2026) studied this question.
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